Le nuove 18 linee turistiche

L’ Italia possiede 6.650 km di ferrovie dismesse che, se adeguatamente risistemate e gestite, potrebbero essere formidabili opportunità di promozione turistica per aree di rilievo naturalistico e archeologico. I paesaggi in cui scorrono i binari sono infatti spesso splendidi: gli Appennini, i laghi della pianura Padana, la Sicilia, le campagne toscane e le montagne sarde sono solo alcuni esempi. Grazie alle legge 128, entrata in vigore lo scorso 7 settembre, in 18 aree di particolare pregio naturalistico e/o archeologico verranno istituite linee a uso turistico, alcune delle quali gia’ attive da tempo come la Sulmona-Castel di Sangro o di recente riattivazione come la Avellino-Rocchetta Sant’Antonio approfondite di seguito.

Le altre tratte incluse sono:

Cosenza-San Giovanni in Fiore, Palazzolo-Paratico, Sacile-Gemona, Castel di Sangro-Carpinone, Ceva-Ormea, Mandas-Arbatax, Isili-Sorgono, Sassari-Palau Marina, Macomer-Bosa, Alcantara-Randazzo, Castelvetrano-Porto Palo di Menfi, Agrigento Bassa-Porto Empedocle, Noto-Pachino, Asciano-Monte Antico, Civitavecchia-Capranica-Orte, Fano-Urbino.

Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dovrà essere adottato un provvedimento (come espresso nell’ articolo n. 2) che individui altre tratte ferroviarie a uso turistico tra quelle dismesse o sospese. Inoltre, i rotabili che vi potranno circolare sono i treni ordinari e i treni storici e turistici iscritti nel registro di immatricolazione nazionale, oltre ai ferrocicli (veicoli a pedalata naturale o assistita).